Postato da billaCiao Mondo …
… Del “La contraddizione del vivere” …
Piove … Ma piove di brutto, come d’altronde fa in tutta Italia …
Ascolto Petra Magoni e Ferruccio Spinetti e mi sto innamorando … devo ringraziare Giovanna e Pollo per il loro suggerimento e per tante altre cose …
Mi sono presa un periodo di pausa dal niente …
Probabilmente la mia aridità amanuense è dovuta all’assenza di, come la chiamo io, vita …
Dall’ultimo post sono accadute un sacco di cose, sono passate belle giornate e stupende serate eppure …
Ieri nella sala d’aspetto del mio medico, ho costatato che ormai è ufficiale, sono una signora … Mi fa strano sentirmi chiamare “signora”, eppure ormai è una realtà e dovrei cominciare a farmene una ragione …
Su faccia libro ho finalmente rintracciato qualcuno che appartiene alla mia prima vita … Anzi è stata lei a trovare me, mi ha fatto battere il cuore a mille, guardare le foto del suo oggi e scoprire che in fondo è tutto uguale a più o meno 20 anni fa …
Ho una voglia matta della mia vita precedente … Sento il bisogno di ritrovare quella Billa per poter andare avanti con questa …
Mi sono guardata negli occhi degli altri e ho visto tanta confusione, mi sono guardata nei miei occhi e mi sono definitivamente persa …
In questo periodo mi sento completamente persa e, mi fa sorridere vedere che non se ne accorge nessuno … Tutti continuano a comportarsi come se io fossi sempre lo stesso punto fermo … Fermo??? … Giusto fermo, fermo nel nulla … Pensavo, stamattina svegliandomi, che vorrei avere un obiettivo da perseguire, che vorrei avere uno scopo “fregoloso” per buttarmi giù dal letto ogni benedetto dì, qualcosa che mi facesse non avere mai tempo per niente se non lui e invece, tutto ciò che riempie le mie giornate é procrastinabile … E io “procrastino” …
Che rispondendo a una domanda ovvia, ho costatato che non sono depressa, che non mi sento triste, che proprio non ci riesco a compatirmi, che ho le scatole piene di sentire compatimenti, recriminazioni, auto flagellazioni che sono sempre gli stessi, che a parole, farlo dovrebbe aiutare ad uscirne, ma io quelli che vedo che lo fanno non li vedo uscire da niente, anzi li vedo infognarsi sempre più in qualcosa che difficilmente si toglieranno di dosso … che a credere che l’autocommiserazione sia necessaria ad “uscire” io proprio non ci riesco, per me è proprio l’unico modo per chiudersi sempre di più, per smettere di “uscire” definitivamente, che poi cominci a crederci e indossi la “maschera” mesta, che fai finta di arrabbiarti con te stesso e invece ce l’hai con il mondo che ti ignora e che non ti commisera per niente … Che infondo si dice “Aiutati che dio ti aiuta” e allora che cacchio mi commisero da solo!!! Che se sono io il primo a non crederci come faccio ad abbindolare il “fato”, a sviare al “sfiga”, a mettere il bastone tra le gambe al “destino”????
La cosa che in questo mio periodo mi pervade è la paura e l’ignoto futuro … L’impossibilità di fare programmi e progetti a qualsivoglia scadenza … E già immagino qualche sorrisetto, che chi mi conosce bene, lo sa che non ho mai programmato niente e progettato il nulla … Ma crescendo è inevitabile cambiare, e io, anche se poco, sono cambiata … Quello che sento adesso, solo qualche anno fa mi faceva sorridere … Sono felice di essere cresciuta, sono felice di essere cambiata, sono felice che la vita mi abbia dimostrato la mia teoria del “mai dire mai” … Ne parlavo sempre, ma era solo qualcosa di empirico, non avevo idea se fosse o no applicabile e poi… eccola in tutta la sua grandezza … Billa comincia a pensare che un qualche programma a lunga scadenza si debba fare, pensa che quel futuro che non ha mai preso in considerazione debba essere pensato, debba essere quantomeno costruito, che lasciare sempre tutto al caso, che essere sempre last last minute non è forse cosa da “tutta la vita”, che arriva il momento che certi punti, certe virgole, vanno messi, che dire sempre “ci penso quando arriverà il momento” è cosa da giovani giovani, che poi quando non si è più troppo giovani, il tempo scivola da ogni interstizio e lo si perde ancor prima di essersi accorti che è andato perso e, poi si può solo dire amen e così sia …
Non so se sono ancora in tempo … Ho la sensazione che il mio tempo massimo sia finito, che la mia inettitudine abbia deciso per me, che … Ma, lo sapete, alla fine “mai dire mai” … E allora nonostante il panico, nonostante la tensione, nonostante che, il tunnel che ho davanti sia lungo e buio, che quella maledetta luce non arriva mai, io vado avanti, un giorno dopo l’altro, con le mie lacrime e miei sorrisi, con la famiglia e senza la famiglia, da sola o con “lui”, non importa alla fine l’importante è vivere un giorno dopo l’altro, sfidando, barando, vincendo e perdendo con la consapevolezza che questa è la VITA …
Mentre rileggevo, mi sono accorta che questo post è un’accozzaglia di parole, pensieri, ovvietà … Contraddizioni a gògò … Ma non è Billa questa???
Io, la prima contraddizione in assoluto …
Bacini Mondo …
Postato alle 13:44 del martedì, aprile 28, 2009
Postato da billaCiao Mondo …
… Del “Le isole di felicità” …
Stamattina ascoltavo le ultime notizie dal fronte Terremoto e … Il mio pensiero si è focalizzato su alcuni flash della mia giornata di ieri … Che ieri abbiamo parlato molto del terremoto, che ieri è stata un’intensa giornata in famiglia, che “alla fine non finisce mai” …
Ieri giornata dedicata ai Pechinelli per la “spesa per Pasqua”, manco che dovessimo essere 300 persone, che alla fine siamo noi 5 e siamo entusiasti di questo … Cmq dicevo ieri giornata di “spesa” … L’elenco dei supermercati da visitare era bello lungo che la “famiglia” quando si tratta di “spesa”, attrezzata di volantini “offerte”, si diverte a “smucinare” per scaffali … E così io e i Pechinelli cominciamo il nostro giro … In macchina il Pechinello comincia a parlare del terremoto … Guardandomi dallo specchietto retrovisore mi fa: <Che ne pensi se adottassimo una famiglia terremotata??? Non so come si potrebbe fare, ma mi piacerebbe ospitare per Pasqua qualcuno che è rimasto senza casa, tanto a noi lo spazio non manca e poi siamo abituati ad avere gente in casa, estranea o di famiglia dov’è la differenza??? Pensa se fossimo noi nelle loro condizioni!!!>
Io non riuscivo a rispondere, non perché non approvassi la proposta, ma perché ero commossa e orgogliosa di essere figlia di tanto padre …
Poi la Pechinella ha aggiunto:<Potremmo aiutare anche qualche straniero che si è trovato in mezzo al terremoto e qui non ha parenti, non puoi vedere su internet se è possibile???>
Ecco ho pensato … Non sono degna di avere genitori così … Poi siamo arrivati al primo supermercato e il Pechinello ha messo in atto la sua idea di “aiuti ai terremotati” … Scovato il responsabile del super ha proposto una sorta di colletta alimentare, qualcosa che facendo la spesa si potesse lasciare al super per essere inviato in Abruzzo a mano a mano che si fosse reso necessario, come dire a richiesta … La nostra spesa è stata caratterizzata da questi suoi momenti organizzativi e, anche se poi ognuno gli dava la stessa risposta (che cmq erano già in azione iniziative rivolte a quel riguardo) lui continuava a cercare un modo per dare una mano …
Abbiamo passato una mattinata divertentissima tra scaffali e banconi, scherzando con i dipendenti, stupendo direttori, comprando ogni ben di dio con un pensiero costante a chi in quel momento non aveva molto da stare sereno … Siamo rientrati alle tre e abbiamo pranzato alle 15,40 !!!!
Su internet abbiamo scoperto che non si poteva adottare le famiglie e che la richiesta di ospitalità era circoscritta alle zone limitrofe al terremoto, ma i pechinelli non si sono arresi, a questo punto hanno optato per le donazioni in denaro, che non possiamo non fare niente, che non si può spendere e spandere mentre c’è gente alla quale sono rimasti solo gli occhi per piangere …
Anche il fratello col mamozzo mi ha lasciato senza parole … Lui è un donatore dell’Avis uno da goccia d’oro, da poco è diventato consigliere del gruppo della sua città e in questi giorni è costantemente impegnato a reperire e a donare a promuovere e convincere, insomma un attivista anche pronto a partire domani per aiutare e coordinare …
Seduta a quella tavola mi sono sentita un po’ come dire… “piccola” io ho solo tante idee, ma non mi sono attrezzata nel concreto e invece loro in un paio di giorni già si erano organizzati e erano operativi!!!
Girando per le stanze di quella mia casa li osservavo e per la prima volta mi sono soffermata a guardarli come potrebbero vederli tutti gli altri … I miei vecchietti così incasinati, pieni di problemi e di pensieri, con ogni sorta di preoccupazione dietro la porta, con acciacchi e dolori regalati dall’età, così immensi dentro, così attivi, così convinti di qualcosa che, smettono di pensare a se per concentrarsi sempre e cmq sugli altri, sia che questi altri siamo noi figli, noi nipoti, noi amici, sia che gli altri siano proprio “gli altri” questi sconosciuti, che però sono esseri umani, che la solidarietà, l’umanità, l’amore sono le cose più importanti nella vita …
Sul terrazzo raccogliendo il bucato e piegando lenzuola col fratello col mamozzo, parlavamo di quanto dobbiamo a questi genitori, che noi nonostante tutto l’impegno, continuiamo a deludere, continuiamo a far soffrire, a non capire a trascurare, esercitando tutto l’egoismo di cui siamo capaci rimanendo sempre fedeli al nostro ruolo di figli presumibilmente “immaturi” … Tutti amano i propri genitori, tutti hanno conflitti con loro, tutti siamo convinti che non ci capiscano a fondo, che ci siano debitori di qualcosa, siamo esseri umani …
La serata poi si è conclusa a casa mia con delle belle pizze fumanti e fragranti mangiate dal cartone, con la birra bevuta dalla bottiglia, ascoltando racconti di viaggi, condividendo la gioia di traguardi raggiunti, confrontandosi su pensieri e comportamenti, esprimendosi senza filtri e senza veli nell’onestà toltale dell’essere sempre e cmq “famiglia”, una meravigliosa famiglia allargata all’amore …
Dalla mia isola di felicità auguro a tutti voi, mio Mondo, una serena e piacevole Pasqua, in qualunque modo voi viviate questa ricorrenza, qualsiasi significato diate voi a questi giorni che possano costituire per voi una piccola isola di felicità …
Auguri …
Postato alle 11:53 del giovedì, aprile 09, 2009
Postato da billaCiao Mondo …
… Del “La paura” …
E’ retorico dire che la paura fa paura … Banale involtolarsi in se alla ricerca di un senso, di un significato che vada oltre al sentimento fine a se stesso …
Stanotte ho provato nuovamente quella paura sorda data dall’ignoto, data dalla fatalità di quello che altri hanno scelto per noi …
Il terremoto …
In questa mia vita l’ho sperimentato diverse volte … Scosse forti, scosse deboli, scosse brevissime e lunghissime …
Ogni volta è stata come un avvertimento, un sms di informazione per mettermi a conoscenza che il terremoto esiste … Questa notte non è stato un sms … E’ arrivata una vera e propria telefonata, che ho ricevuto direttamente dentro ai miei sogni … E’ stato un risveglio pieno di terrore, la mia mano a cercare Mr. Mutui, la mia voce a chiedere, nelle mie orecchie il cigolio del letto, lo sbattere della testiera contro il muro, quel rumore che a volte sembra musica e che invece in quel momento era agghiacciante e poi, poi il rumore delle campanelle appese nel salone, dlin dlon, un continuo che non finiva mai che era un suono sinistro e che è continuato anche oltre il movimento …
Nella mia testa tanti pensieri, tante persone, tanti volti che in quel momento erano in altri luoghi e io avrei voluto vicino … Non so quanto sia durato, non so … So solo che a me è sembrato eterno …
L’apparente calma e freddezza di Mr. Mutui è stata vitale, la mia adrenalina era a duemila e volevo salire in macchina per correre tra le braccia dei Pechinelli, per essere consolata da loro, ma lui è stato bravissimo … La tv accesa alla ricerca di una qualche notizia rassicurante, e le prime arrivate intorno alle 4:15 … Il dolore e la comprensione per chi non ha vissuto il sisma come noi, solo di striscio, ma si è trovato all’improvviso in una notte di primavera “in mezzo a una strada” …
Adesso in tv immagini già viste, l’Irpinia, Assisi, Gualdo Tadino, e molta dell’Umbria a me cara … Una cronaca dettagliata del dolore, telecronisti direttamente sul pezzo (sul morto), che fanno il loro lavoro con un cinismo impressionante … Ma è la vita e per fortuna questa mattina, nonostante la sensazione di impotenza, io posso ascoltare e criticare, posso dolermi e indignarmi, posso pensare e abbracciare la mia vita che oggi è identica a quella di ieri, per molti Abruzzesi, non è così e non ci sono parole che bastino, che servano, che descrivano la perdita, il dolore, la paura dell’ignoto, di quello che nonostante tutto non c’è più …
In questa tarda mattinata di splendido sole il mio pensiero è tutto per loro, il mio cuore batte per loro …
Non servono le parole e i pensieri sono pensieri …
Amen e Così sia …
Postato alle 10:47 del lunedì, aprile 06, 2009