Postato da billaCiao Mondo …
… Del “Girovagando per pensieri” …
E’ tornata la pioggia e con la pioggia sono tornati i pensieri …
Sto vivendo un momento particolare, non so se ho voglia di spiegarlo, non mi va di diventare lamentosa e non mi servono “parole” … Cmq è un “momento” che mi pesa molto, che mi porta ad analizzare molto, che mi costringe a chiudere dei conti, che mi obbliga a tirare su la testa …
Sto un po’ incazzata con me …
Sto un po’ come in coda, mi guardo intorno e sbuffo, sono stanca di stare ferma, sono annoiata dal mio sottobosco, vedo il punto d’arrivo ma non si sa quando arriverò …
Sono confusa e mi sento terribilmente sola, che se volessi persone con cui parlare ne potrei anche trovare, ma non sono le loro parole che voglio sentire …
Sono un casino lo so, non per niente il mio soprannome da giovincella era Cambogia !!!
Avrei bisogno di una svolta, cambiare vita, mondo, città … Qui mi annoia tutto e non mi stimola niente … Ho bisogno di scoprire cose e persone nuove, ho bisogno di ricominciare, ma niente di quello che ho intorno vuole farlo con me …
Il problema è che, chi ci vive vicino, non capisce, ci vede sempre uguali a noi stessi e non comprende il bisogno della trasformazione, che ci sono persone che vivono bene rimanendo sempre fedeli a se stessi, mai una modifica, mai un cambiamento, mai una svolta repentina di pensiero e poi ci sono io che ho come punto fermo l’evoluzione, il movimento, il mutare costante o repentino di idee e credo, io che non fermo mai il mio cervello, io che non metto mai radici a nulla, che oggi qui domani lì e viva dio …
Non so farmi capire, non mi si capisce (cmq sono convinta che sia solo questione di volontà) … Fatta una scelta per molti è per sempre, per me per sempre non esiste … Non credo nei “per sempre”, non credo nell’immutabilità della vita … Quello che ieri mi riempiva di gioia oggi mi annoia, quello che una volta era un mio sogno oggi è un incubo … Si cresce e gli orizzonti cambiano, i desideri si evolvono e le scatole in cui ci rinchiudiamo diventano troppo piccole …
Ecco la mia scatola è diventata soffocante e io non riesco a liberarmene … Sono arrivata al capolinea di questa vita e voglio scendere da questo treno per correre a prenderne un altro, per viaggiare in altre direzioni, per avere nuovi compagni di avventura, per buttare lo sguardo un po’ più in là e proseguire questa vita come se fosse nuova e, soprattutto per poter continuare a crescere con chi mi sta a fianco, che la routine distrugge tutto amore, amicizie e felicità …
Non mi sento folle a pensare questo, eppure sembra che sia solo io a sentire questo bisogno …
Voglio aprire la finestra, spiegare le ali e spiccare il volo …
On air Gli uccelli Franco Battiato …
Postato alle 17:13 del martedì, marzo 31, 2009
Postato da billaCiao Mondo …
… Del “La rabbia” …
Ho un po’ di domande in merito all’argomento rabbia … Nell’ultimo periodo sembra che un sacco di gente sia arrabbiata … I film alla tv parlano di rabbia, le conversazioni amichevoli su divani rossi raccontano la rabbia, gli amici mi parlano della loro rabbia …
Io mi domando: Ma la rabbia è cosa buona e giusta ??? Essere arrabbiati fa bene o rende la vita più difficile ???
C’è chi dice che la rabbia è salutare, che la rabbia è la giusta valvola di scarico, che la rabbia è la medicina per guarire dal dolore … Ma alla fine farsi prendere dalla rabbia ha un vero senso ????
Io non so … Non capisco sempre tutto e, soprattutto non so se sono mai stata "veramente" arrabbiata …
Ieri ho visto un meraviglioso film che mi ha fatto pensare a questo tipo di sentimento … Nel film la rabbia dava la forza a una delle protagoniste, le dava la forza di reagire a quello che la vita le aveva tolto … Per mezzo della rabbia trova la soluzione …
Negli ultimi anni sono stata spesso arrabbiata … Ci sono stati momenti in cui ce l’avevo con il mondo intero e la mia aggressività era latente … Mi è servito a qualcosa ???
No …
Ho solo allontanato un sacco di gente, mi sono fatta dei nemici, ho aumentato il numero dei miei capelli bianchi, mi sono ingrassata, m’è venuta la gastrite e, l’elenco potrebbe continuare … Però per contro c’ho guadagnato l’appellativo di “stronza”, ho sfoltito il sottobosco di parassiti che mi cresceva intorno(ma poi sarà vero ??? o è anche questa una giustificazione di comodo???), ho guadagnato in solitudine … La rabbia per me non è stata per niente costruttiva, non mi ha fatto trovare nessuna soluzione, anzi accecata dalla rabbia ho smesso di vedere chiaramente e ho perso un’infinità di tempo …
Oggi, la rabbia, mi sembra solo una scusa di comodo, ce la prendiamo con gli altri perché non vogliamo prendercela con noi stessi … Odiamo l’altro, lo incolpiamo di tutto quello che non va, così possiamo assolvere noi stessi …
Vivendo è normale essere traditi, delusi, offesi, ignorati, incompresi, ed è normale sentirsi arrabbiati quando tutto ciò accade, ma come bisogna reagire a questa rabbia??? Come bisogna viverla, metabolizzarla, consumarla affinché abbia un senso essere arrabbiati ???
Non riesco a condividere pienamente chi giustifica tutto con la rabbia, chi dice “sono arrabbiato” e con questo secondo lui spiega tutto …
Per me dopo anni e anni di rabbia, ora c’è la consapevolezza, che fosse tutta una stronzata, che fosse solo un alibi, una mai giustificazione alle mie immense incapacità (che tra l'altro, sono rimaste sempre immense, che averlo capito non è che ha risolto il problema, sono un disastro e così rimango, mi abbarbico cercando di migliorare ma …) ...
E’ sconvolgente per me accorgermi che non ho più il carburante per accendermi … Mi imbestialisco a volte, ma quando cerco di partire all’attacco della sfiga, del nemico umano, dell’amico insopportabile, mi accorgo che mi manca il carburante … Scoppietto un po’, però poi non esplodo …
Mi sento bene in questa mia nuova dimensione di pace???(Apparente in effetti) ... Certo, quella che sono, non mi fa sentire “entusiasta”, mi piacerebbe tanto provare ancora rabbia, solo per poter sfogare su qualcun altro le mie incapacità, però ho scoperto che non serve a niente … Non possiamo scaricare sugli altri le conseguenze delle nostre "piccolezze" … E così non mi incazzo più con Mr. Mutui che non paga le bollette, non me la prendo con le amiche che mi sommergono di silenzi riempiendomi di noia, non me la prendo con la famiglia che chiede sempre l’appoggio che so di non poter dare e, soprattutto non me la prendo più tanto con la vita che prima mi ha dato e poi mi ha tolto senza preavviso e senza scadenza …(mmmmm... forse dovrei dire per dovere di cronaca, che mi incazzo in modo diverso, che non aggredisco ma mi faccio sentire, anche se cmq nessuno mi ascolta) ...
Vivo e lascio vivere e quando quello che vivo proprio non mi piace lo sdrammatizzo, mi faccio un pianto sfogatorio e poi torno a sorridere che niente è per sempre soprattutto il dolore … (Ammazza Bì quanto appari saggia!!! Ma è vera saggezza o solo apparenza??)
Mi piacerebbe confrontarmi su questo argomento con chi è arrabbiato … Con chi sa di cosa parlo …
Ecco questo post è questo che vuole, un confronto per capire che significato ognuno dà alla rabbia, cosa fa per reagire ad essa e, soprattutto come reagisce …
Buon lunedì mondo …
P.s. Le parti tra parentesi sono un doveroso tributo alla Billa ironica e impertinente che non perde mai di vista l'obiettività e, si considera sempre e solo un essere umano fallace che non "deve" insegnare niente a nessuno ...
Postato alle 10:34 del lunedì, marzo 23, 2009
Postato da billaCiao Mondo …
… Del “…” …
Guardo la data sul display del cellulare e mi accorgo che è passato un anno da quando non ci sei più … Ma poi è giusto dire che tu non ci sei più ???
Io ti penso più spesso adesso che prima … A volte riesco perfino a vederti come eri “prima”, sento la tua voce, la tua risata e quel tuo eterno “pellegrino” che mi faceva tanto ridere …
Ho disatteso quasi tutte le tue aspettative … Con te ho perso …
A casa di Peppe in questi giorni si parla spesso di te, la lavastoviglie c’ha lasciato e Peppe non fa che ripetere:<Se c’era mio fratello era tutto più facile!!> …
Mi manchi ??? Mi manchi perché so che non ci sei … Mi mancano quelle mie rare telefonate e le tue considerazioni …
Sei sempre stato tu quello che ha amato di più … Io ti ho voluto bene a modo mio, come tanti non capiscono e scommetto che anche tu non lo capivi …
Il mio ultimo tuo ricordo mi brucia dentro … Chiudo gli occhi e rivivo quella domenica pomeriggio di un anno fa, quando tu con la voce finalmente “tua”, mi ringraziavi per averti mandato Peppe e mi dicevi che stavi finalmente bene, che ti sentivi meglio e che mi aspettavi ad Agosto per mangiare il gelato alla mela verde sul tuo terrazzo … Te ne sei andato due giorni dopo e sono contenta di aver sentito come ultima cosa la tua risata …
Non sono più riuscita a comporlo quel “tuo” numero di telefono, non sono riuscita ad incontrare tua moglie e Dani … Con Toni è stato diverso è stato un caso … Non ho avuto il coraggio di entrare in quella che è stata la tua casa, vedere le tue cose, sedermi sulla terrazza senza di te …
Ora quella casa non c’è più … La tua famiglia si è divisa … Ognuno per la sua strada, ed è finalmente chiaro che eri tu l’anima delle loro vite, tu che hai sempre unito tutti loro, noi, i tuoi amici …
E’ passato un anno da quella telefonata convulsa di Peppe … E quando mi fermo a pensarci le lacrime rompono gli argini …
E mi ritrovo bambina tra le tue braccia, mi scopro amata come mai avrei sospettato … Non sono mai stata “buona” con te … Troppe cose non sono mai riuscita a perdonarti … Eppure tra tutti io sono stata la prescelta, è a me che hai dato la maggior parte del tuo amore … C’eri tu a ricordarmi che splendore fossi, quando presa dalle fisime adolescenziali mi sentivo solo un mostro … Ricordo il tuo viziami, il tuo assecondare ogni mia richiesta solo per vedermi sorridere … Ricordo le gite in auto cantando “Un’estate al mare, fotoromanza, curucuccucu paloma, sul ponte sventola bandiera bianca, etc, etc,” … Avevo quindici anni e tanta voglia di essere presa sul serio … Ricordo le vacanze in campeggio e il mio folle desiderio di tornarmene a Reggio che la convivenza con zia e i ragazzi proprio non la reggevo … Ricordo le abbuffate di ostriche appena pescate in quell’ultima estate di vacanze insieme … Eppure tutte queste cose le ricordo solo adesso …
Ricordo bene anche le ultime tribolazioni, il tuo spegnerti un po’ alla volta e non per la malattia che è arrivata solo alla fine, ma per tutti i pensieri che la vita ti ha regalato … Ho sempre pensato che “chi semina vento raccoglie tempesta”, questo proverbio me l’hai insegnato tu e, io credevo che in fondo quello che avevi te l’eri meritato … Ora sono donna e adulta e penso che tutti sbagliamo e che nessuno meriterebbe di soffrire per gli errori commessi …
Ti sto dicendo addio … Quando sono venuta a trovarti a novembre, non sono riuscita a farlo … Non sono riuscita a fare tante cose allora, anche adesso non è che sia diverso, ma da lontano tutto è più facile … Cmq voglio dirtelo, non eri tu quello che sorrideva da quella lapide, io ti ricordo col sorriso e le lacrime che portavi con dignità il giorno del mio matrimonio, quel viso smunto e rattrappito non sei tu …
Ormai non potrò più sedermi sulla tua terrazza, ormai non è più tua, non ho mangiato più il gelato alla mela verde, non ci riesco senza di te … Incredibile, ma se chiudo gli occhi sento il suo profumo e riesco perfino a sentire i pezzetti di buccia sotto i denti e, le tue parole “solo per te” oggi diventano le mie …
Solo per te zio …
Postato alle 09:02 del mercoledì, marzo 18, 2009
Postato da billaCiao Mondo …
… Del “Billa nel paese delle Smeraviglie” …
C’era una volta un paese e una “donna-bambina” … Il paese è quello delle “Smeraviglie” e la donna-bambina è la nostra Billa …
Billa entrò del tutto casualmente in quel paese e, vi ci si perse dentro … Incontrò maghi e ballerine, pagliacci e domatori, animali parlanti e oggetti animati … Uno zoo fantastico di vita e parole …
L’ingenua Billa viveva i suoi mondi parelleli, come in un sogno, trovava nell’uno quello che nell’altro perdeva e… E dolce le era naufragare nel suo mare …
In questo suo “vivere” spesso la realtà andava a cozzare con la fantasia, ma lei era troppo “entusiasta” per trovare una spiegazione, girava pagina e non vedeva …
E così di pagina in pagina smise di vedere i segnali … Cominciò a confondere i sentimenti, cominciò a perdere il contatto con il “buono e giusto” e si lasciò cullare in quel mondo di coccole fittizie come una novella Pinocchio persa nel “paese dei balocchi” …
Poi all’improvviso i segnali smisero di essere segnali, la vocina del suo cuore che le sussurrava che era tutto in gioco, che l’impalcatura stava cedendo, che il castello poteva crollare, cominciò ad urlare … Di fronte all’improvviso smascheramento, anche l’ingenua Billa dovette smettere di essere ingenua … Ma a questo punto che fare ????
Combattuta su fronti contrapposti la sua “animella” sbatacchiava come bandiera al vento …
Solidarietà, Fedeltà, Riconoscenza, Amicizia, Fraternità, Appartenenza, Ragionevolezza, Maturità, Serietà, Coerenza …
Tutto questo le frullava nella fragile testolina …
Sentimenti, nient’altro che sentimenti …
D’altro canto, Delusione, Rammarico, Senso di Colpa, Incomprensione, Perdenza, Solitudine, Malinconia, Tristezza, Mestizia …
Altri sentimenti … Una guerra di sentimenti che le toglievano le parole, che le portavano addosso l’incertezza dei suoi di sentimenti …
Possibile che il suo eterno ricercare il “buono”, vedere solo il “buono”, vivere solo il “buono”, l’avesse tradita ???
Eppure qui non c’era nessun tradimento in gioco … Nessun tradimento nei suoi confronti … Nessun torto le veniva fatto … Era tutto chiaro, tutto cristallino, specialmente per lei che aveva sempre inconsapevolmente saputo … Eppure quel sapere che mai niente sarebbe più stato lo stesso, le graffiava il cuore … Adesso che il suo paese delle Smeraviglie veniva inondato dal sole, lei non poteva non vedere la ruggine della decadenza, toccare l’inconsistenza della polvere, respirare lo stantio della supponenza …
Eppure tutto quel suo sentire non aveva senso … Lei era solo attrice inconsapevole … Attrice non pagata, comparsa “aggratise” della rappresentazione dell’assurdo, che alla fine è un assurdo unilaterale …
La ragione, la giustizia, la sensatezza di azioni e pensieri …
Billa dopo aver vissuto nel limbo dei due mondi, un giorno capì che era impossibile viverne uno ignorandone l’altro … Dopo essersi guardata intorno, si leccò ben bene le ferite, indossò il suo più bel sorriso fece l’inchino e tornò a "vivere" …
Che, il paese delle Smeraviglie era cmq il sale del suo "vivere", il suo alter ego, il suo rifugio spensierato, che poi l’uno e l’altro convivevano benissimo insieme e il problema era solo suo, solo del suo “giusto cuore” …
Niente più potrà mai essere lo stesso, i vasi rotti una volta rincollati non possono contenere più dei liquidi, però … Però possono sempre contenere dei solidi … Basta saperlo, basta non illudersi, basta non costruire castelli e non investire l’oggetto di proprietà che non possiede …
Il bello della vita è che ci sono gli esseri umani e, che sono “umani”, fallibili, misteriosi, incoerenti, sbagliati, diversi, incomprensibili …
“L’uno non esclude l’altro, avere un vaso nuovo non vuol dire buttare quello vecchio, le due cose possono coesistere, avranno usi diversi, vivranno vite diverse, ti accompagneranno nei tuoi percorsi cmq e, starà solo a te far si che rendano al meglio delle loro possibilità e, bada bene, delle loro e non delle tue” …
Queste parole le pronunciava il suo cuore nel “frattempo” che il dito, schiacciando un tasto inviava altre parole …
Morale della favola??? Niente è giusto e niente è sbagliato … Da ogni punto di vista tutto è giusto e tutto è sbagliato … Dipende da che lato lo guardiamo …
Non è necessario capire tutto per “vivere”, spesso sarebbe meglio “vivere” di più e capire di meno … Spesso basterebbe guardare a più mondi separati, non si può mescolare tutto, non si può pretendere che tutto “cammini” sulla stessa strada … “Tutto” percorre strade individuali che si condividono per tratti, ma che come si incontrano si separano e, quando accade “Amen e Così sia” …
Questa storia è un parto improvviso … Non necessita spiegazioni e non vuole suscitare domande … Non vuole insegnare niente e soprattutto non vuol dire niente che non quello scritto … Questa precisazione potrebbe essere superflua, ma tornando dal paese delle Smeraviglie mi rendo conto che niente è superfluo e che tutto è necessario …
Un bacio Mondo …
Postato alle 11:25 del sabato, marzo 14, 2009
Postato da billaCiao Mondo …
… Del “Sole” …
Oggi c’è un sole che solo al guardarlo viene voglia di vivere …
Stiamo in preparazione per trasferta casa Pechinelli … Guardo fuori dalla finestra e vorrei “fare” trasferta al mare …
Come ogni buon scazzo che si rispetti quello dei 500 euro è durato meno di niente, lasciando come unica traccia, la mia nomina ad “amministratore dei debiti” … Vedremo cosa sarò capace di fare …
Tornando all’argomento principe del post, Il Sole, mi è venuto in mente che dal giorno dell’incidente e, bisogna mettere in evidenza che quel giorno il sole non c’era, non abbiamo fatto più una “gita fuori porta” e sono passati quasi due mesi e mezzo … A dire il vero dal giorno dell’incidente non abbiamo fatto più niente … Le nostre vite, già abbastanza precarie, si sono fermate in un limbo di incertezza crescente …
Un attimo prima e un attimo dopo …
Ho reagito in diversi modi a questo “evento”… Tanti modi diversi, ognuno legato ad una fase del percorso … Non ne parlo molto dell’accaduto, non ci siamo fatti niente di serio e la nostra vita sembra sempre la stessa …
Sono sopravvissuta a diversi incidenti, automobilistici, domestici, sportivi, vacanzieri, come dire sono una che non si è fatta mai mancare niente e, il vecchio soprannome che i miei amici degli anni ottanta mi avevano attribuito era “Cambogia” dove Cambogia significava disastro … Ero un disastro, sempre con ammaccature e lividi, cadute in allenamento, cadute dalla bici, un brutto incidente automobilistico, un altro sugli sci, che per altro ha segnato la fine delle mie vacanze sulla neve … L’unico posto dove non ho mai avuto incidenti è al mare … E spero continui così …
Tutte queste “disavventure” mi hanno fatto assumere un atteggiamento fatalista … Se deve succedere succede e non c’è niente da fare … Non me la sono presa mai più di tanto davanti all’ennesimo “incidente”, tutto passa era il mio solito pensare … Questa volta invece sono passata dall’iniziale fatalismo dell’attesa che tutto si sistemi, all’incredulità che tutto stia succedendo proprio a me …
Stanotte ho sognato la mia macchinina che ormai è in rottamazione e ho avuto una sorta di tuffo al cuore … Pensare che quella macchina non mi era mai piaciuta !!!
Cmq non mi sento ancora pronta a parlare di quello che sento, di quello che provo … Come mi diceva un amico deve essere che non ho ancora metabolizzato …
Non so !! So che da quando “il sorcio” non c’è più l’idea di andarmene in giro in gita non mi rallegra più …
Ciao Mondo …
Postato alle 11:10 del domenica, marzo 08, 2009
Postato da billaCiao Mondo …
La mia testa piena di domande a volte si impegna a trovare le risposte … Eppure dovrebbe saperlo che è tempo perso … Le risposte arrivano sempre troppo tardi, sempre quando ormai non servono più …
Eppure l’impegno, anche se sembra non esserci, c’è …
A volte m piacerebbe condividerle le domande, a volte mi rendo conto che sarebbe naturale tirarle fuori e aspettare le risposte da chi conosce le risposte …
Per esempio, è da stamattina che mi frulla in testa una domanda … Come bisogna comportarsi quando la persona che ami ti fa incazzare??? Come bisogna porsi di fronte alla rabbia che senti dentro quando lui non ti sta davanti ??? Come bisogna sfogarla poi questa rabbia ??? E soprattutto come si può essere arrabbiati quando si sa che “lui/lei” tanto lo rifarà???
Non parlo di corna, di mancanze di rispetto, o cose gravi … Parlo di bollette non pagate, di cose rimandate, di cose non dette, di comportamenti spesso superficiali, di dimenticanze … E potrei allungare l’elenco …
Ecco, l’ho detto … E’ bello dividere la vita con Mr. Mutui, ma è difficile, difficilissimo … Lui ne combina sempre una, è come un bambino che indossa gli abiti da adulto e gioca alla vita, che combina le cazzate e poi chiama la mamma a rimettere a posto, solo che qui non c’è nessuna mamma e, poi a rimettere le cose a posto deve pensarci da solo …
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi, come vi comportereste voi, di fronte alla sua ennesima cazzata … Cosa fareste se aprendo la bolletta del gas scopriste che ci sono 500 euro di bollette non pagate e, il motivo sarebbe che, chi le doveva pagare si è dimenticato di attivare la rid in banca e, che quindi la vostra adesione alla promozione dell’ente erogatore del gas è andata a puttane e, che quindi ora vi tocca pagare tutto insieme ????
Ecco sono passata da “non ci vedo più dall’incazzatura”, a “ma che mi incazzo a fare!?!?!” … Che io già lo so che cosa mi risponde, che soprattutto già conosco la sua faccia a memoria, so che espressione avranno i suoi occhi, che piega prenderà la sua bocca, che ruga si imprimerà sulla sua fronte … Conosco le sue risposte … A mandarmi in bestia è che conosco le mie di parole … So cosa dirò e so come reagirò …
Io non reagisco più … Che alla sua età non serve urlargli in faccia, che mica lo posso mettere in punizione ??? Che poi quando lo guardo non riesco a non pensare che con l’espressione mortifica è proprio buffo e, io scoppio sempre a ridere …
Ora mentre aspetto che rientri, con la latrice del misfatto ben in mostra sul tavolo ho un sacco di domande in testa …
Me la trovate voi una risposta ????
Postato alle 19:34 del venerdì, marzo 06, 2009
Postato da billaCiao Mondo …
… Del “…” …
Musica ammaliante di pioggia scrosciante …
La pioggia batte prepotente sui vetri creando e distruggendo immagini bagnate … La luce è quasi crepuscolare e le sensazioni sono iperprotettive …
Lo specchio oggi rimanda immagini semisconosciute, giochi di volti, flash di occhi, pieghe di sorrisi che a stento si riconoscono l’un l’latro …
Oggi è lunedì e Billa odia il lunedì …
L’andare avanti settimana dopo settimana, non si è rivelata cosa buona e giusta …
Due settimane fa ci sembrava possibile trovare una soluzione di ripiego temporaneo, ma alla tenue luce di questa mattina non si vedono soluzioni …
Giovedì è vicino, c’è la macchina da riconsegnare, ci sono le scadenze arretrate a cui far fronte, c’è la vita da prendere in considerazione e la parola futuro non esiste …
E ti domandano perché … E ti dicono sii ottimista … E ti consolano con parole che …lasciamo perdere … Che in fondo a te non te ne frega una cippa della consolazione, tu vuoi solo soluzioni, risposte concrete a domande concrete … Ma…
Cosa dire a chi vede la sua vita cadere giù come un mostro edilizio???
Io non ho parole di fronte a queste situazioni e rimango sconcertata di fronte a chi invece le ha …
Sorrido di fronte a chi è pieno di speranze e, sono invidiosa di chi guardando a domani vede solo rosa …
Eppure non è vero …
Eppure nonostante tutto sono un’altra persona di fronte alla felicità altrui … Che io non sono un’infelice … Che io sono l’antidepressivo per eccellenza …
E ci sono momenti in cui tutto perde consistenza, in cui tutto mi lascia indifferente … Momenti in cui sono la mia isola … Momenti che vorrei “esportare” …
Mi sento fallita e inesorabilmente persa in una persona che non sono …
Tutto passa troppo lentamente a velocità accelerata …
Non mi interessa di essere capita, compatita, ascoltata, sollevata, aiutata, amata, coccolata …
Non mi interessa che mi si trovi noiosa, banale, patetica, remissiva, vigliacca, egoista …
Non mi interessa niente …
In questa bolla di sapone che profuma di putrida rabbia, di increscioso rimorso, con un alone di rimpianto che non riesco a capire se è veramente rimpianto mio, o rimpianto indotto dalle molteplici voci che pensano per me, che parlano per me, che cercano di prendere il mio posto, io ci sto …
Sto ferma e aspetto l’inesorabile escrescenza che romperà la bolla … Aspetto di cadere in basso, giù giù fino al suolo … Aspetto il volo libero, l’urlo disperato, l’impatto con la realtà di ciò che sono, di ciò che mai più sarò …
“I sogni son desideri”, canta una favola … La mia scarpetta di cristallo si è infranta e, irrimediabilmente rotta giace immobile e inutile … Non sarà mai più una scarpetta di cristallo e nessuna bugia al mondo le ridarà più il suo splendore … I sogni non sono desideri realizzabili … Non esiste la favola a lieto fine o per lo meno non è mai esistita per me …
E ci saranno nuovi giorni, sorrisi, abbracci, amore … E ci saranno le parole per risalire, le parole per tornare in piedi … E ci saranno i si, ci saranno i sicuramente, i hai ragione, i bisogna reagire, i mi rialzerò in piedi e sarò combattiva perché io sono una che non molla mai …
Ci saranno e se ne andranno …
Ci sono e se ne vanno …
L’importante è non rovinare la vita agli altri … L’importante è che si sentano rassicurati, è solo questo che vogliono, perché altrimenti si fermerebbero a guardarti veramente, si fermerebbero e resterebbero in silenzio … Niente pietose bugie, niente sorrisi scaccia pensieri … Niente … Rispetto …
Eppure nonostante tutto sento il bisogno di sfogarmi, nella consapevolezza dell’inutilità del gesto …
Un’altra volta dalle pagine di questo diario la mia anima combattuta si svela …
Sorride, fa l’inchino e se ne va …
Postato alle 11:05 del lunedì, marzo 02, 2009