Postato da billa28-01-2008
Ciao Mondo …
… Del “Riflessioni dal barile di melassa” …
Me ne sto qui a casuccia del babbino a riflettere … Al dire il vero sono ormai un po’ di giorni che “rifletto” … Ok lo so, che “riflettere” associato a Billa è un parolone !!! Però ammetto è così !!! In questi giorni, dopo il post che c’è sotto, dopo le tante parole “suonate” in compagnia, dopo la “consapevolezza” che devo “fare” io, rifletto …
Madonnina quanti pensieri !!! che strana sensazione si prova a “vagliare” la propria vita …
Mercoledì Ovi e Ric mi hanno fatto correre a maggio … Lì per lì come al solito ho sdrammatizzato, ho glissato, come dice Simoyou, ho cambiato discorso … Poi sola soletta ho riflettuto e, il tuffo che ho provato in fondo al cuore mi ha dato la consistenza della realtà … Maggio è un traguardo e io come al solito quando si avvicina “l’arrivo” rallento, mi spaventa dover mettere il punto alla “corsa” … Una volta “arrivati” tocca ripartire, tocca iscriversi ad un’altra gara, tocca raccogliere le forze e ricominciare …
Quanti pensieri legati alla metafora della “corsa” …
Ieri parlavo al telefono con il mio cuginetto … Quando sto qui dal babbino e parlo al telefono, in automatico me ne vado nella mia “cameretta”, mi accoccolo in quell’ambiente familiare, con le mie foto ancora attaccate al muro, con i souvenir dei miei viaggi che mi guardano dalle pareti e dagli scaffali che non ho mai svuotato, e mentre parlo guardo intorno e ricordo … Ieri mentre lui mi raccontava della sua voglia di matrimonio e del traguardo che rappresenta per lui, io fissavo le medaglie vinte correndo e pensavo, a come eravamo in quegli anni, ai nostri discorsi, alle nostre telefonate sempre chilometriche, al nostro essere cambiati nel tempo … Guardando quei pezzi di metallo dorato mi interrogavo sulla mia “corsa” e soprattutto alla mia posizione riguardo la “corsa” di mio cugino … Questo ultimo pensiero è criptico, quindi non preoccupatevi se non capite, io mi sono capita … Giovanni parlava e io tornavo al noi bambini, due anni di differenza e un’infanzia vissuta come fratelli, diciamo che abbiamo vissuto una buona parte della nostra vita come fratelli, mi manca, mi mancano tutti i miei cugini, mi manca quel nostro essere “famiglia” che cerco costantemente di ricostruire con gli amici, ma che non è la stessa cosa …
Ecco le mie riflessioni … Ecco le mie “assoluzioni” …
Leggendo i commenti al post precedente mi sono ritrovata a sorridere, conosco bene ogni commentatore ed è bello leggere la coerenza delle loro parole, la sincerità dei loro pensieri …
Improvvisamente sono “matura” … Mi sono accorta che da “attaccante” mi sto trasformando in “moderata” … Ogni giorno che passa mi scopro sempre un po’ più accomodante, sempre più disposta ad ascoltare, mi accorgo che spesso ascoltando parlare gli altri “ho già dato” … Potrei dire la mia, potrei dire:<< Lascia stare, non serve sbatterci la testa, ci sono già passata e non è così che si supera il “livello”>> … Perché ormai questa vita la vedo come un video game … Perché mettila come vuoi alla fine sono tutte prove da superare … Cmq non la dico mai la frase tra le <<>> … Sorrido e penso “sbattici la testa che nella vita più che le “parole” servono le esperienze, basta essere consapevoli di ciò che si fa” … Solo qualche anno fa avrei giudicato questo pensiero inconcepibile …
Mentre scrivo fuori c’è il sole, è una bellissima giornata e tutto sembra “facile” il babbino “combatte” in cucina, mia madre si gode le sue soap, mio fratello aspetta il momento di uscire guardando il National Geographic, io scrivo i miei pensieri, ognuno perso e preso da ciò che fa, ognuno coi suoi pensieri, con le sue “preoccupazioni” … “Ci” penso … Penso a noi, penso al nostro interagire, al mio “perché” perché qua … Ok mi assolvo, posso cadere, perché poi cmq mi so rialzare, posso “fermarmi” perché poi riesco a ripartire … Posso …
Buona vita Mondo di parole per oggi ne ho digitate “troppe” …
Postato alle 14:44 del lunedì, gennaio 28, 2008
Postato da billa18-01-2008
Ciao Mondo …
… Del “Il barile di melassa” …
La mia vita …
Una strana vita … Le mie giornate sono tutte uguali, tutte la fotocopia della precedente … Giornate fatte di immani silenzi e solitudine compatta … Mi fa strano sentirmi dire che questo “modulo” di vita non mi confà … Mi fa strano che si pensi che questo “sistema” di vita non sia il mio … Mi ci sono abituata … Avvoltolata nel mio bozzolo “vivo” un giorno dopo l’altro, sono felice così ???? Non voglio essere ipocrita e quindi sinceramente non me la sento di rispondere …
Questa settimana è stata decisamente down … Troppi pensieri in testa … Speranze cancellate da un razionale “misurare” le reali possibilità …
Improvvisamente ho realizzato che sono immersa in un “barile di melassa” e che ogni minimo movimento mi fa sempre più sprofondare in quel “mare dolce” … Non ne uscirò più … Ho questa certezza … Improvvisamente mentre Ciccio mi parlava ho realizzato che non avrò mai più la mia vita precedente … Non saremo mai più quelli che siamo stati … Il nostro “status” è stato definitivamente perso … Lo guardo e non capisco … Sembra rassegnato … Sembra aver accettato la cosa come un “evento” naturale … Appare “sicuro”, “stabile”, “inamovibile” sulla minuscola zattera del futuro … Il suo metro quadrato di “normalità” …
Io non ci riesco … Stavo bene nella mia vita precedente … La mia superbia e il mio orgoglio erano appagati … Mi sentivo appartenente alla “casta” dei privilegiati mi sentivo ormai ad un passo dall’essere “arrivata” … Poi il barile di melassa …
Ormai mi accorgo che dopo due anni di tentativi ho esaurito le forze … Mi sono abbandonata all’abbraccio dolce … Non ho voglia di combattere, non ho più voglia di agitarmi per ritrovarmi sempre più a fondo …
La mia vita … Un misto di Paura e Inedia … Mi guardo intorno aspettando il momento in cui perderò anche ciò che mi circonda … Aspetto la fine di tutto, con il terrore di chi non sa reagire …
Vivo un giorno dopo l’altro tra il silenzio di queste quattro mura e il rumore della vita “fuori” … Non mi aspetto che qualcuno mi capisca … Non ci tengo … Ascolto i racconti della vita “di fuori” e, ogni mia parola sulla vita “di dentro” risuona stonata, inutile, un paradosso … Non le racconto più certe cose … Non interessano più nessuno … Non capisco e non sono capita … Non ci riesco più ad essere quella che ero e, purtroppo in molti fanno finta che non sia così … Lo sanno che non sono più io e fingono che non sia vero … Continuano a parlare del passato, “ti ricordi???” “Mi dicevi così ed eri felicissima” … “Ti piaceva tanto fare” … “Perché hai smesso di scrivere poesie???” “Ma non crei più niente???” “I tuoi lavoretti, che fine hanno fatto????” … Non ammettono “l’evoluzione”, non capiscono che tutto va avanti e che nulla può rimanere fermo a se stesso … Sono evoluta … In peggio lo ammetto, ma sono evoluta e la Billa che ero non sarò più, nel bene come nel male … Mi manca da morire la Billa B.G., mi mancano le persone di quel non troppo lontano passato, mi mancano rituali e risate, compagnie e abitudini … Come è facile cambiarle le abitudini !!!
Billa e le sue “filosofie” … Ho un sacco di “filosofie” da applicare alle vite altrui, quando poi le devo applicare a me sprofondo nell’incapacità della “pratica” … Eppure non sono cazzate … Mi accorgo che dentro ho un “mondo” da dare, ma ormai non ho più nessuno a cui darlo … Mi sento “piena” e tremendamente “vuota” allo stesso tempo … Voglio “fare” ma non mi muovo e sono terrorizzata al solo pensiero di “uscire” … Sto male, ecco l’ho ammesso e non so se si capisce quanto mi sia difficile questa ammissione … Lo scrivo perché a voce, dopo averlo ammesso lo negherei … In fondo scrivere è per me molto più facile che parlare … I miei scritti rimangono, le mie parole vengono smentite da me stessa che non ammette nemmeno l’evidenza e, per “vivere” agli occhi degli altri, smentisce tutto, perché davanti agli altri è più facile applicare le “filosofie”, perché le parole “parlate” assumono una musicalità che fa ridere il cuore e l’anima spera che quella risata sia per sempre … Ma niente è per sempre … Le parole “parlate” al “silenzio” non hanno musica, non scaldano e non fanno ridere “niente” …
In questa strana mattinata mi confesso a voi mondo … In questo blog non ho mai raccontato bugie, sono sempre stata me stessa, omettendo tanto di me, lo ammetto, senza però mai raccontare balle … Come al solito quando non voglio raccontare la verità ometto e cambio discorso, non sopporto le pietose bugie che si capisce che sono bugie … Porck!!! Mi accorgo chiaramente che è difficile essermi “amica” … Vorrei giustificarmi con tante “parole” vorrei cercare di convincere con tesi che non convincono me per prima … Altre parole … Troppe parole … Vuote parole … Inutili parole … Infondo però senza le “parole” non so vivere …
Caro mondo vi saluto … Oggi mi sento ancora down, domani potrei smentire ognuna di queste “parole” … Billa è così … Mia madre mi ha sempre definito come colei che rallegra il mondo “fuori”, ma porta tristezza “dentro” … Lei me lo dice in dialetto calabrese e io onestamente non so nemmeno pensare in quella lingua, figuriamoci scrivere!!! Però ha ragione, Billa è così, anzi è anche così … Scusate la prolissità (mi sa che non esiste questa parola, ma in fondo molte delle mie parole non esistono e nessuno si offende se ne invento una ogni tanto), avevo bisogno di “parlare” ora me ne torno nel mio “mare dolce” …
Buona vita …
Postato alle 13:08 del domenica, gennaio 20, 2008
Postato da billa05-01-2008
Ciao Mondo …
… Del “Anno Nuovo” …
Che impressione scrivere 2008 !!!!
Primo post dell’anno … Ho un mare di cose da raccontare … Sono combattuta tra il farlo e il lasciare che quello che ho da dire rimanga solo mio … Che poi solo mio non è, è mio e delle persone che lo hanno condiviso con me …
C’è stato un tempo, quando ero una simil bambina, in cui pensavo che l’anno nuovo fosse come un quaderno appena acquistato, copertina bella lucida e nuova e, pagine intonse tutte da riempire con cose belle … Anno Nuovo significava lasciarsi tutto il vecchio alle spalle, significava che come me anche gli altri dovessero essere “nuovi” … Così mi aspettavo di trovare, nelle persone intorno a me i tanto sospirati cambiamenti e, pork !!! non ci crederete, ma io quelle “nuovità” (non è un errore è proprio nuovità, che sta per “essere nuovi”) le vedevo, le sentivo … Il mio “mondo” si popolava di persone che lasciavano cattive abitudini e comportamenti sbagliati all’anno vecchio, e almeno per i primi giorni dell’anno facevano di tutto per essere “nuovi” …
Sono cresciuta e purtroppo la realtà è venuta avanti con me … Ormai da troppi anni “Anno Nuovo” non vuol dire “nuovità” … Il 31 e 1 sono identici, allo scoccare della mezzanotte nulla cambia nell’atteggiamento del mio prossimo … Io, ogni primo dell’anno e non solo, sono piena di ottimismo, sono pronta a lasciarmi dietro le spalle tutto il passato, cerco di pensare che niente accade a caso e che alla fine è tutto per il “bene” e che sta a me “essere capace di vedere oltre” … Ma basta una telefonata, un fortuito incontro e ecco la realtà che mi obbliga a rendermi conto che lì c’è qualcuno che mi aspetta solo per riversarmi addosso le sue presunte sfighe … E così le telefonate per gli auguri diventano una coda di: “auguri, ma auguri di che, quest’anno tanto per cambiare è cominciato che stavo male!!! Che palle sempre tutto a me” … “auguri ??? si auguri, ma poi infondo per che cosa, l’anno è appena cominciato e per me è sempre sfiga!!!” … “Auguri, come è andato questo capodanno ??? Il solito schifo botti e abbuffate, sorrisi e auguri, ma tanto per me ormai sono finite le speranze!!!” ... Eppure io avrei preferito che mi fosse stato raccontato come è passato quel 31, per esempio raccontare delle persone che sono state con noi, delle risate, dei discorsi, dei giochi, raccontare dei fuochi, delle atmosfere …
Ero tutta eccitata per il mio capodanno … Quest’anno è stato proprio come piace a me, eppure non sono riuscita a raccontarlo a nessuno … Nessuno che abbia minimamente dimostrato interesse … Solo un “e va bè tu ti sei divertita ??” detto con voce indagatrice e poco interessata … e alla mia risposta affermativa il solito e inesorabile “beata te” … Che a me fa incazzare tantissimo … E poi al mio perché tu no ??? la risposta tipica, sìsì, però avrei voluto e non ho potuto e via una sfilza di cose, cmq alla fine tutto bene peccato però che stessi male, peccato che ci fossero quelle persone, peccato che non ci fosse questo o quello … E io, e va bè però stavi lì, c’era lui/lei, non eri solo/a, hai conosciuto nuova gente, etc, etc … E l’inesorabile fine in cui l’altra persona conclude con “e va bene tu cerchi sempre d’indorare la pillola, per te è tutto positivo sempre … Forse hai ragione tu” …
Già !!! Forse ho ragione io … Forse per me è tutto difficile proprio perché sono così … O forse per me ogni inizio anno è sempre positivo perché spero ancora che tutto cambi, specialmente chi mi vive intorno …
Cmq il mio Capodanno è stato bellissimo … Sono successi contrattempi e ci sono state cose andate storte, non stavo benissimo in salute e ancora non sono guarita, l’atmosfera era da “pinze”, appena entrata ho avvertito tensioni e mi sentivo un po’ “inadeguata”, ma con la serenità del cuore, con la vera voglia dentro di esserci e partecipare, con la gioia di prendere quello che c’era da prendere senza pretese, con la voglia di lasciarsi andare, con la complicità di rendersi conto che le tue tensioni sono le tensioni degli altri, che le tue preoccupazioni sono quelle degli altri, che non sei solo perché di fronte a te non c’è nessuno che ti guarda con occhio indagatore e che non aspetta un tuo passo falso per farlo notare, tutto è andato benissimo …
Che bello rendersi conto di essere “a casa” … La gioia più grande è stato notare che era così per tutti e non solo per me … Eppure è stato così perché le persone partecipanti alla serata erano quelle giuste … Come dice Vasco “tutto è un equilibrio sopra la follia” … Noi 6 esseri in equilibrio così diversi e così insospettabilmente complementari, eppure perfetti solo perché insieme … Compensazioni e aggiustamenti, incastri d’amore come amo chiamarli io … Eppure per certe persone certe cose sono incomprensibili, non smussano nessun angolo per amor di compagnia, pretendono che siano gli altri ad adattarsi e non ammettono sinergie e puzzle … Invece noi sei la notte di Capodanno eravamo un puzzle perfetto, ognuno con la propria forma, con il proprio posto da riempire che tutti uniti formavamo un quadro perfetto e che divisi saremmo stati solo dei pezzi incompleti …
Con questa armonia non ci sono stati problemi, non ci sono stati falsi sorrisi, niente di dovuto, niente di finto, perfino gli auguri di mezzanotte, sono stati veri, seri, compassati ognuno già al nuovo, con un pensiero però al passato, ognuno vicino alla propria famiglia, ognuno partecipe in quella degli altri, un augurio collettivo al nuovo anno senza inutili schiamazzi, senza felicità per forza … Ecco non ne potevo più di conti alla rovescia che sfociano in baci e abbracci finti, non ne potevo più di brindisi senza ragione di continuità, non ne potevo più di trenini e musica brasiliana … Il nostro capodanno non è stato niente di tutto questo … Niente brindisi e niente baci, niente musica o tv, siamo stati noi la musica e per la prima volta ho partecipato ai “botti” … E’ stato elettrizzante vedere come sia facile far uscire il bambino che c’è in ogni uomo, è stato proprio bello questo nostro capodanno da famiglia allargata …
E poi davanti al lavandino pieno di piatti sporchi, mentre con le mani sciacquavo bicchieri e con la bocca esprimevo paure, ho ricevuto il mio primo regalo del 2008 … Non avevo dubbi, riguardo al fatto di non “essere sola” … Non lo sono mai stata, ma quelle parole pronunciate in quel momento hanno reso magico questo 2008 appena iniziato … Non so se … Non so come … Non so …
Cmq sia vi voglio bene …
Scrivo questo post al post ora (sono circa le 16,00) con il buio nel cuore … Ho l’influenza e faccio l’infermiera a chi non sta “troppo meglio” di me … Cerco di sorridere quando vorrei piangere, perché le cattive notizie ti prendono sempre quando meno te le aspetti … Oggi è la vigilia della Befana, che tutte le feste porta via … Vorrei essere in altri luoghi e in altri atteggiamenti, ma non è possibile … Vorrei non stare qui ad aspettare una telefonata a cui ho paura di rispondere, una telefonata che è una prova da crisi da panico !!!! Passerà anche questa, mi accorgo che è proprio vero che di fronte a certe cose tutte le altre spariscono … Era l’ora di pranzo e il mio babbino mi ha detto: “Più tardi ti chiama zio, vuole parlarti” … Poi la sua voce si è rotta e i suoi occhi erano due puntini umidi e non per il raffreddore … Ho cercato di non cedere ascoltando le sue parole, ho cercato di essere forte per lui improvvisamente piccolo e indifeso di fronte al male di suo fratello, che fratelli non si smette mai di esserlo anche quando non lo si è stati per tanto tempo … Sono passate ore e le parole hanno riempito il tempo … Improvvisamente quello che ho scritto stamattina nella prima parte del post ha perso importanza … Ma forse non è vero, non rileggo non ho voglia, però non ho perso l’ottimismo tutto ha un perché, soprattutto il dolore …
Buon Anno mondo …
Postato alle 16:20 del sabato, gennaio 05, 2008