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Tanto tempo fà ho iniziato un viaggio, che mi ha portato alla scoperta di tanti universi affini...a te viaggiatore di passaggio chiedo solo un segno, che testimoni l'utilità della mia presenza...lascia qui un commento e io sarò appagata...

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Postato da billa

30-12-2007
 
Ciao Mondo …
 
… Del “E pagina dopo pagina scoprirai la gioia e la viva responsabilità del non essere sola”
 
Ebbene pagina dopo pagina ho scoperto un mondo che conosco e che ho sempre paventato …
 
Cecità, uno dei libri di Josè Saramago, è semplicemente un libro fantastico … Ho letto d’un fiato, 315 pagine in meno di una settimana, rubando il tempo alle feste, alla compagnia, alzandomi prima per leggere qualche pagina prima di uscire e, rifiutando di leggerlo prima di addormentarmi perché sapevo che non sarei riuscita a smettere se non fosse finito …
 
Cosa mi ha lasciato dentro questa lettura ??? Molto forse troppo, è un libro difficile, cattivo, sconvolgente, illuminante, vero, indagatore, è un libro che potrebbe essere definito “il libro dell’introspezione umana” … Saramago scava l’anima dell’uomo, la studia e mette a nudo la “realtà umana”, paure e piccolezze, quello che veramente siamo, “animali inquadrati a vivere con delle regole da seguire”, che se privati della possibilità di seguire queste regole, se lasciati all’auto gestione lasciano uscire il loro essere, né migliori né peggiori degli “animali non umani” …
 
… abbiamo finito col ficcare la coscienza nel colore del sangue e nel sale delle lacrime, e, come se non bastasse, degli occhi abbiamo fatto una sorta di specchi rivolti all’interno, con il risultato che, spesso, ci mostrano senza riserva ciò che stavamo cercando di negare con la bocca ...
 
Quello di cui ci parla Saramago è un mondo dove regna l’anarchia della paura … Il terrore dell’annientazione dell’IO che porta l’uomo a tirar fuori il peggio di se … Eppure in quel nulla emotivo c’è chi a prezzo di se stesso non si “perde” … Nel mare di cecità che avvolge tutti rimane “vedente” vede tutto il percorso “degradante” dell’altro, vede il proprio scendere all’inferno … Reagisce per amore … Non so se sia giusta quest’interpretazione, ma io voglio credere che reagisca per amore di se stessa, per amore della civiltà, perché è donna e come tale meno ferina di altri …
 
Andando avanti con le pagine mi sono sempre più trovata presa da un sentimento di pietà, di paura, di commiserazione per l’essere umano, per la specie umana, e soprattutto per me stessa … Come potrei reagire al “mal bianco” ????? Se ci fossi io ad essere appestata solo perché cieca ??? e cosa farei io a posto di coloro che terrorizzati aspettano la loro ora ??? E soprattutto come reagirei io di fronte a qualcuno che solo perché mi ha sfiorato mi ha resa cieca ???
 
Posso solo immaginare angosce e terrore … Pagina dopo pagina si arriva a toccare i livelli più infimi della natura umana, la “bestialità” che è nostra sempre, che cerchiamo di nascondere soprattutto a noi stessi …
 
Riporto dei passaggi che mi hanno colpita, che mi hanno portata a pensare non solo a me stessa, perché alla fine il maggior male è pensare solo a se come se fossimo l’unica cosa importante, come se al mondo ci fossimo solo noi con i nostri problemi e i nostri mali … Siamo umani e siamo fallaci soprattutto siamo egoisti … Siamo uomini …
 
… neanche abbiamo pensato a dirci come ci chiamiamo, e a che scopo, a cosa ci sarebbero serviti i nomi, nessun cane riconosce un altro, o si fa riconoscere, dal nome che gli hanno imposto, è dall’odore che identifica o si fa identificare, noi, qui siamo come un’altra razza di cani, ci conosciamo dal modo di abbaiare, di parlare, il resto, lineamenti, colore degli occhi, della pelle, dei capelli, non conta, è come se non esistesse, io vedo ancora, ma fino a quando …
 
 
… E quand’è che è necessario ammazzare, si domandò avviandosi verso l’atrio, e si rispose da sola, Quando ormai è morto ciò che ancora è vivo …
 
… Perché siamo diventati ciechi, Non lo so, forse un giorno si arriverà a conoscerne la ragione, Vuoi che ti dica cosa penso, Parla, Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo. Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono …
 
Mi preparo alla fine e all’inizio con la consapevolezza di ciò che ho letto … Domani a mezzanotte si concluderà quest’infinito 2007 e, a mezzanotte e un minuto avrà inizio il 2008 … Ho paura, paura di avere aspettative, speranze, desideri che potrebbero disilludersi … Ho paura di tantissime cose, ma ho la certezza che non sarò sola, avrò “la gioia e la viva responsabilità del non essere sola” …
 
Buon anno nuovo, mondo … Un nuovo anno pieno di tutto ciò che desiderate …
Postato alle 17:33 del domenica, dicembre 30, 2007
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Categorie del post: riflessioni, libri, auguri, opinioni discutibili, io Grazie per i vostri commenti |commenti (10)
Postato da billa

22-12-2007
 
Ciao Mondo …
 
… Del “Buon Natale a voi che siete il nostro Natale” …
 
Eccomi davanti al pc in cerca di parole per esprimere sentimenti che mi tolgono il respiro per la loro profondità …
 
Ieri mi sono assolta, scusata e perdonata …
 
Quest’ultima settimana, da venerdì a venerdì, mi ha distrutto … Sono scivolata nel limbo, nel buio profondo e quando ormai mi credevo irrimediabilmente persa ho trovato una candela accesa a indicarmi la via … Non la via d’uscita, quella no, ma una parvenza di cammino da seguire …
 
Natale è ormai qui … Come sarà questo Natale ???
 
Ieri sera ho avuto la mia vigilia con la famiglia allargata, la mia gioia, la mia luce …
 
Ieri sera me ne stavo seduta a guardare nel vuoto, ascoltando il mescolarsi delle voci, le battute divertenti e le stupidaggini, le risate e i discorsi seri e … pensavo …
 
Ieri è stata una giornata difficile … Sola come al solito … Io con pensieri e preoccupazioni, io con la paura costante addosso, questa maledetta paura che non mi molla un attimo, provo a scrollarmela di dosso, ma quando credo che sia andata via eccola che torna improvvisa e subdola, mi prende alla gola e mi toglie il respiro, cancella ogni più piccola gioia, annulla ogni mia speranza … Ieri è iniziato così … Io e la paura già dalle 7,45 del mattino … Ho preso in mano un desiderio del “bastoncino” e prima che me ne rendessi conto la paura non c’era più e al suo posto c’era il centrotavola per la cena … Il resto della giornata è passato lentamente tra un sms e l’altro, tra una telefonata e due chili di patate da schiacciare, tra “cosa diavolo mi metto” e un “non sarò mai veramente presentabile” … Contrattempi ce ne sono stati un’infinità, ritardi e traffico a gogò … Ma dopo il centrotavola tutto era da prendere con “filosofia” … La mia giornata in solitaria ha avuto fine alle 19,30 quando Ciccio è tornato a casa convinto che fosse tutto pronto, convinto di trovare musica e risate e, invece ha trovato me che aspettavo paziente e sorridente … Deve essergli apparso irreale il mio sorriso davanti al tutto “da fare” …
Poi però tutto a cominciato ad ingranare … I contrattempi sono finiti, le risate e la musica hanno riempito il nostro salone e gli amici sono arrivati come tanti re Magi, carichi di doni e di cose buone … Un po’ alla volta, lentamente, senza preoccupazioni per ritardi e stanchezza … Pieni di gioia e di voglia di compagnia …
 
Ecco me ne stavo seduta lì ad osservare, ad ascoltare la “grandezza” del momento … Il “mio” Natale con la “mia” famiglia … Non so dire cosa mi abbia reso più felice … L’abbraccio di Lillo ?? La palla e la calamita di simonyou e fra ??? Il biglietto di Ila ??? Il sorriso e l’abbraccio di Simoncina a duke ?? I biglietti e la foto di rimembranze e allegorie di Simy ?? Il calore di Martina e Mauro ??? La luce nei loro occhi guardando il mio presepe ??? Oppure la dedica sul libro di ric e Ovi… ??? Un momento di cedimento l’ho avuto … Le lacrime sono venute giù senza che l’avessi voluto … Forse sono scivolate proprio nel momento in cui non servivano … Ma Billa è anche questo … Del Natale 2007 non ricorderò certo la delusione per l’exploit della mamma di Ciccio, il dolore del 14, l’amarezza del 19 … No non ricorderò questo … Ricorderò i sorrisi di ieri sera, il calore di ogni abbraccio, la gioia dello stare insieme, la certezza che tutto “insieme” sia possibile, lo stare senza scarpe alle tre di notte ascoltando Francesco “raccontare”, guardare il suo corto e dire scemità abbandonati sul divano con una montagna di bicchieri e piatti sporchi intorno, con il tavolo in posizione improbabile e la certezza che oggi saremmo stati delle “mappine” … Sono troppo grande per certe cose ? Già !! Ma in fondo dentro il mio cuore alberga una bimbetta di appena cinque anni in bilico tra il credere o no a Babbo Natale, una bimbetta che non rinuncia ad aspettare di vederlo arrivare tutto rosso e pieno di doni, che sogna di poterlo abbracciare, di poter affondare il viso nella sua folta barba per sentire il profumo del Natale …
 
Il Natale vero e proprio sarà con i Pechinelli e se ci arriverò con il sorriso, il merito è di ieri sera … Il merito è di “parole scritte sul cuore” parole che lo so bene, non sono solo parole …
 
“Buon Natale a voi che siete il nostro Natale” …
 
Buon Natale Mondo … Auguri di pace e serenità e soprattutto di Buona Vita a tutti voi che non mi lasciate mai …
Postato alle 21:57 del sabato, dicembre 22, 2007
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Categorie del post: amore, vita, famiglia, amicizia, feste, atmosfere, io , belle serate, agitazioni emozionali Grazie per i vostri commenti |commenti (15)
Postato da billa

10-12-2007
 
Ciao Mondo …
 
… Del “Natale è già qui” …
 
Il week end appena passato è stato il tipico fine settimana “Nataloso” … Unica nota stonata il mio umore …
 
Non riesco a farci niente … Non riesco proprio a farmi coinvolgere dal “Natale” … Da un punto di vista Cristiano non lo sento, non sono una “religiosa”, anche se poi sono credente, ma non so se questo termine “credente” sia giusto per me … “Credo” su questo non ci sono dubbi, ma non riesco a farlo incondizionatamente, e soprattutto non riesco a “credere” a “Tutto” … Non so, ho tante domande “irrisposte”, o poca fiducia in troppe “cose” e, soprattutto non riesco a “capirne troppe altre” …
 
Il Natale è sempre stato per me una festa “pagana” alla quale attribuire un significato “religioso” …
 
Invidio mia madre che da fervente credente vive il Natale come una festa del cuore e, invidio i bambini che per questa festa non si fanno troppe domande, la prendono per quello che è: la nascita di Gesù e l’arrivo di Babbo Natale … Poi l’ordine di importanza dei due eventi è relativo …
 
In genere il Natale per me non è mai stato “problematico” … I preparativi mi hanno sempre eccitato, diciamo che l’effimero della festa è una brodaglia in cui ho sempre sguazzato volentieri … Poi … Poi è arrivato “questo” Natale e il superfluo, l’effimero mi sono preclusi … Devo ammettere che sono rimasta sconcertata nell’accorgermi di quanto “poco profonda” io, sia sempre stata …
 
Tolto il piacere degli acquisti, tolto il commerciale festivo, tolti i lustrini e le decorazioni, che mi resta di questa festa ??? Non sono ipocrita e non mi va di investirmi del “tipico buonismo delle feste” … In fondo per me l’onestà, l’altruismo, il rispetto dell’altro, la solidarietà e la famiglia sono valori che valgono tutto l’anno e che non tiro fuori solo a ridosso del Natale …
 
Questo week end ho deciso che anch’io mi sarei “conformata” e così venerdì ho tirato fuori gli addobbi e il Natale è diventato “cosa” di casa mia … Sabato l’eccitazione della Ovi… e del Ric di fronte ad un albero da addobbare mi ha fatto pensare all’assenza del mio entusiasmo, poi la cena da Simy, per un po’ mi sono lasciata andare allo spirito del regalo, nel senso che ho guardato i regali che lei ha fatto e ho pensato: “io non credo che li farò” … Soprattutto mi è stato chiaro che non avevo voglia di farli, che non provavo praticamente nessun “piacere” pensando allo scambio dei doni … Cmq la serata, il buon cibo, il camino e soprattutto la compagnia per un po’ mi hanno fatto dimenticare dubbi e incertezze … Cmq anche sabato è andato … Domenica mi sono svegliata con un umore non proprio “festivo”, ma le coccole di Ciccio hanno fatto migliorare l’umore e mettere da parte le motivazioni che lo causavano … Poi prima che me ne accorgessi sono stata catapultata in un altro mondo … Mi capita sempre così, quando mi lascio andare, quando Caterina si trasforma in Billa, quando i pensieri smettono di essere “pensieri”, quando mi accoccolo tra le braccia dei miei angeli custodi … Domenica pomeriggio è stata un’isola, una vacanza dal quotidiano … Il diluvio universale che ha sommerso Roma mi angosciava, è nota ai più la mia fobia per la pioggia, ma cmq ho vinto la mia resistenza e sono uscita destinazione casa di Ovi…, scopo del viaggio aiutare a trasportare l’acquario a casa di Ric e ivi fare l’albero … I chilometri che ci separavano da Roma sono stati percorsi sotto un fiume d’acqua, il mio unico desiderio: “che al nostro arrivo spiovesse” … All’altezza della Basilica di San Giovanni il cielo si apre, improvvisamente i nuvolosi si sono dissolti e un raggio di sole ha illuminato l’eternità della capitale e ops sono comparsi gli arcobaleni … Piccola digressione: Gli arcobaleni sono per me la fonte della felicità, non resisto davanti ad un arcobaleno, tutto il “male” in me si scioglie, sono il segno che “devo” sorridere, che il temporale è finito anche per me …
 
Da quel momento la mia giornata è cambiata … E’ stato tutto un crescendo di sorrisi di allegria complice tra persone che stanno talmente bene insieme da non aver bisogno di parole … A casa di Ric ho allestito il “mio albero di Natale 2007” … Non è stato quello fatto a casa dei miei genitori e tantomeno quello che fa bella mostra di se nel mio salone a farmi sentire a “Natale” … Quell’albero preparato sotto la supervisione dei genitori di Ric, (che non potevano non essere persone stupende, visto il figlio), e con la collaborazione attiva di Ovi e Ric mi ha ridato il senso del Natale … Quando siamo usciti da quella casa ero un’altra Billa … Poi i bipedi ci hanno fatto un altro regalo che ci ha commosso più di ogni altra cosa, la scritta “Buon Natale” in gelatina da appiccicare alla finestra, una scritta doppia uguale per tutti e quattro, sarà stupido, ma io e Ciccio ieri notte al rientro a casa guardavamo quelle lettere colorate commossi dal loro significato … E infine tutti intorno ad un tavolo ad organizzare la cena di Natale che quest’anno avevo il terrore di “pensare” … E’ tutto più facile insieme a loro è tutto più sopportabile, è tutto a misura d’uomo anzi di Billa …
 
Questa settimana è iniziata e da oggi non posso più perdere tempo, voglio riappropriarmi del mio “spirito pagano” della festa, voglio riuscire a dare tutto quello che posso ai vecchi e nuovi amici che spero il 21 o il 22 di avere alla mia tavola … Quest’anno sarà una cena di Natale diversa, spero affollata, spero ueQrigenerante per spirito e corpo … Sicuramente dimenticherò qualcuno, sicuramente non tutti apprezzeranno, sicuramente qualcuno rimarrà scontento, ma egoisticamente dico: “ non mi importa, la felicità sta in un arcobaleno e in un Buon Natale di gelatina colorata” …
 
Buona vita Mondo …
Postato alle 11:25 del mercoledì, dicembre 12, 2007
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Postato da billa

25-11-2007
 
Ho scritto questo post una settimana fa, poi non ho potuto pubblicarlo ... Lo faccio oggi ... Sabato a quest'ora avevo detto addio ad un uomo che non conoscevo ... Oggi lo ricordo sentendolo vicino ... 
… Del “Giorno più lungo” …
 
C’è sempre una prima volta … Ci sono cose, situazioni, esperienze che prima o poi ci presentano il conto … Non bisogna mai dire mai, mai avvicinarsi a qualcosa con leggerezza …
 
La notizia è arrivata improvvisa in mezzo a una strada affollata di gente … La voce del bastoncino che è quasi un sussurro: <<E’ morto il padre di Lillo>> … Strani i percorsi del cervello !!! Improvvisamente ho sentito un’altra voce lontana quasi un anno, che da un auricolare del cell mi diceva: <<E’ morto il padre di Simona>> … Mi è stato impossibile non pensare a lei in quel momento !!!! Poi la giornata è andata avanti ed è arrivata la comunicazione che il funerale era fissato per sabato alle tre …
 
Ecco che pouf sono stata messa di fronte alla responsabilità di decidere o no di esserci a quel funerale … Mi è stato chiaro dovevo esserci … Chi mi conosce sa della mia fobia per ospedali e funerali … La mia paura è legata ai pechinelli e a tanto altro e, da quando ho realizzato che non sono eterni, non riesco a non pensare a quando sarò io al posto di chi piange chi non c’è più … Assurdamente assurdo e immaturo il mio comportamento !!! Cmq visto che Ciccio sabato doveva lavorare decido che sarebbe stata la mia prima volta senza di lui !!! Sono una donna adulta e poi con me ci sarebbero stati Ovi…, Ric, Simo e Fra …
 
E’ facile farsi forza quando non si sa a cosa si va incontro … Quando tutto è legato al ricordo di qualcosa che in noi ha lasciato un sentimento d’amore … Il mio ultimo funerale, quello del padre di Simoncina, mi ha lasciato dentro una bella sensazione d’amore, una partecipazione del cuore, un momento quasi gioioso nel distacco, quella famiglia orfana del suo pezzo più importante che unita affronta e metabolizza il dolore, i loro volti, le loro voci, la coralità della chiesa gremita d’amore, rispetto, partecipazione per un uomo che non è solo “un uomo”…
 
Sabato 24 novembre … Mi sono trovata davanti a una bara contenente un corpo che non riuscivo a pensare “morto” un uomo che non avevo mai visto vivo, un uomo che sapevo malato da tanto, un uomo di cui avevo parlato tante volte e che cmq non avevo mai pensato di poter conoscere … Eccolo, era lì davanti a me e io non potevo più sentire la sua voce … Che strana macchina il cervello, partorisce pensieri che apparentemente non stanno né in cielo, né in terra … E poi l’abbraccio infinito con Lillo, i suoi occhi e il suo calore, quelle braccia che confortano e si fanno confortare in quell’assenza di parole che è tutto … Il silenzio di un sorriso, quel nostro esserci per amore, quel tenersi per mano che non si dimenticherà mai più …
 
Una chiesa troppo grande, un cielo greve di pioggia, gente silenziosamente rispettosa, freddo nelle ossa una volta varcato quel portale … Io sola davanti alle mie paure con i miei paladini fragili intorno, io con pensieri impronunciabili nella testa e la messa ha inizio … Il canto di apertura scava una voragine senza fine nel mio cuore, silenzio, rassegnazione … E poi retorica e freddezza, parole, parole buone per chiunque, parole che sono solo aria in un mitissimo e uggiosissimo sabato di fine novembre … Parole vuote a ricordo di chi ha vissuto una vita ricca di vita … Ma si può finire così ???? Perdonatemi se potete …
 
Il prete parlava e io pensavo: “Gesù mio ti prego riservami un ultimo momento coi miei cari più umano, non voglio vivere il mio secondo giorno da morto così … Non voglio essere un nome inserito in uno spazio vuoto, non voglio essere conosciuta da chi non mi conosce con il freddo di “queste” parole” … E poi il canto della comunione, le lacrime del bastoncino e il ricordo doloroso e sempre vivo del mio Angelo Nella … Improvvisamente le voci di chi cantava erano una sola voce, la sua … I suoi occhi il suo viso, quel sorriso dolce e amoroso, le sue braccia dove rifugiarmi dopo ogni litigio con mia madre , io che non ero più una bambina ma una donna che non ha mai superato la fase infantile nei rapporti con la propria madre … Quel canto non finiva mai e gli occhi della sorella di Lillo su di me facevano sembrare profane le mie lacrime … Poi come è cominciato tutto è finito … Un funerale composto e doloroso, un funerale a partecipazione corale un paese per un uomo … E poi il cimitero … Ecco il crollo, iniziato con quell’abbraccio “familiare” con Fra e Simo, le loro mani sulle mie spalle quel ricordare con un sorriso, quel farci forza l’uno con l’altro ognuno coi propri “morti” nell’anima, affrontando il dolore con la dignità di chi non ha paura di soffrire ed è “felice” di farlo con l’altro … E’ dura ma siamo insieme !!!
 
E poi al rumore dei mattoni e del cemento che chiudevano … Il crollo definitivo … Si sono rotti gli argini e un sorriso e una mano tesa hanno fatto il resto, abbracciate, partecipi che anche questo tra noi, che almeno ci sei tu, che ci saremo anche domani … E poi le mie parole … “Ti prego, vi prego giuratemi che per me non sarà così” … Assurde parole le mie … Ma lei ha capito, loro hanno capito e lo so che per me non sarà così perché ci sono loro …
 
E’ troppo difficile spiegare è forse inutile, stupido …
 
“Ora basta !!! Ricomponiamoci Lillo non può vederci così !!!!” E’ lui che ci da la forza, è lui che ci abbraccia di nuovo che dimostra il piacere di averci là senza parole con i suoi abbracci e quei suoi sorrisi caldi e dolorosi …
 
Ormai è notte dobbiamo tornare a casa, alla vita, all’altra “famiglia” … Dobbiamo tornare ad essere uomini e donne con pensieri di vita, di continuità, di “domani è un altro giorno” …
 
Questo giorno più lungo è finito con dei “grazie” che sono la vita … Gaetano non è solo un nome e un volto in una foto … E’ un uomo che mi ha donato la forza di affrontare la mia prova più dura, guardarlo in faccia pensando di avere davanti un uomo e non un morto …
 
GRAZIE …
Postato alle 17:41 del sabato, dicembre 01, 2007
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